14 + 15 - In volo al Parco di Yellowstone
(da new york a denver e poi da lì a cody, per poi attraversare il grande parco)

Del giorno di trasferimento abbiamo poche note, la più curiosa è che dall'albergo siamo andati all'aeroporto La Guardia con un taxi il cui pilota, dai tratti somatici di etnia indiana o pachistana o giù di lì, ha in realtà utilizzato il viaggio (principalmente nelle attese ai semafori rossi, ma in parte anche durante la guida vera e propria) per dividere in tanti mucchietti separati una pila sosanziosa di posta che gli occupava il sedile anteriore destro: la mia ipotesi è che smistasse la posta come secondo lavoro per arrotondare i guadagni...
La seconda nota è relativa al volo: arrivati a Denver, in uno dei più grandi nodi di smistamento aereo degli Usa, ci siamo accorti che la seconda tratta di volo ci sarebbe toccato farla con un aereo da dodici posti, poco più di un aliante, e la cosa ci ha lasciati parecchio perplessi, soprattutto in previsione di volare attraverso un temporalone con tuoni e fulimini che ha causato un ritardo generale di circa un'ora. La sorpresa è stat invece grande quando ci sisamo trovati in volo, nel buio della sera, con sotto le luci delle case e delle citttà, e sopra quelle delle stelle e della luna: veramente bello. Oltretutto il volo è stato abbastanza tranquillo, e pur essendo partiti con un'ora di ritardo, siaòo atterrati in anticipo di quasi òezz'ora rispetto al previsto. Unica nota dolente il rumore: il piccolo velivolo era un bimotore a turbo elica su cui l'insonorizzazione non raggiunge livelli soddisfacenti. Peccato.

Il giorno seguente, a bordo di una Isuzu Axiom (un Suv niente male), abbiamo attraversato il parco di Yellowstone. La bellezza del paesaggio, la ricchezza della natura e la particolarità dei fenomeni "vivibili" in questo parco, sono tali che non abbiamo commenti da allegare, solo una serie di immagini che comunque non rendono veramente merito al posto. Sia io che Simona, all'uscita del parco, la sera, eravamo comunque concordi nell'affermare che probabilmente avevamo attraversato i luoghi più belli che avessimo mai incontrato nei nostri poco più di trenta anni di vita.

Di seguito, in ordine sparso, alcune delle foto che abbiamo scattato, rigorosamente senza commenti.